pubblicazione di massa

In Italia è luogo comune affermare che la quantità dei lettori è in continuo calo.

Ho svolto una piccola ricerca in quanto al mio attivo vanto quattro libri pubblicati e oggettivamente le vendite non hanno raggiunto i risultati che mi ero proposta. Da alcuni dati ho appreso che nell’anno da poco terminato sono usciti in libreria sessantaseimila nuovi volumi. Il numero è impressionante.

La teoria che vuole che in Italia si legga sempre meno non ha però trovato conferma statistica poiché la popolazione di lettori si aggira intorno ai ventiquattro milioni, stessa cifra constatata negli anni ottanta, novanta e duemila. Però, se il numero dei lettori non è mutato nel tempo, i titoli editi rispetto al millenovettotanta/novanta hanno subito un aumento del 600%.

La piccola editoria pubblica migliaia di testi senza dedicare loro alcun tipo di lancio pubblicitario.

Le grandi case editrici, che possono permettersi di pubblicizzare i propri autori, spingono il lettore ad acquistare in tal senso tramite un bombardamento mediatico. 

Sessantaseimila titoli (di cui diciottomila di narrativa) quanto tempo restano sugli scaffali delle librerie, sempre che facciano il grande passo senza fossilizzarsi a eBook? Forse poche settimane considerando il continuo ricambio. Non di minore importanza è la selezione che un editore dovrebbe attuare per editare solo le opere meritevoli.

Su sessantaseimila titoli quanti meritano di essere letti? Tutti? Ho seri dubbi in proposito e il rischio che siano inseriti sul mercato opere poco significative secondo me è oggettivo. Ciò ovviamente manda in crisi la piccola editoria che produce a dismisura apparentemente senza un senso logico.

I libri che meritano sono strangolati in un meccanismo che non degna loro di attenzione relegandoli a mera carta stampata. Stilando un elenco dei libri più venduti nel 2016 si può notare la presenza di molti autori stranieri, quindi è nell’ordine delle cose chiedersi il motivo di una classifica quasi beffarda per i nostri scrittori. Escludendo il libro del papa, che ovviamente fa mercato a sé, i restanti titoli hanno avuto una spinta mediatica fagocitando tutto il resto dell’editoria.

  • HarryPotter e la maledizione dell’eredeautrice (Salani)
  • L’altro capo del filo di Andrea Camilleri (Sellerio)
  • La ragazza del treno diPaulaHawkins(Piemme)
  • Io prima di te di JoJo Moyes(Mondandori)
  • La paranza dei bambini di RobertoSaviano(Feltrinelli)
  • L’amica geniale di Elena Ferrante (E/o)
  • Il nome di Dio è misericordia di Papa Francesco. (Piemme)
  • L’arte di essere fragile di Alessando D’Avenia (Mondadori)
  • Caffè amaro di Simonetta (Feltrinelli)

Risulta evidente che il monopolio delle vendite spetta alle grandi case editrici. Ciò è deleterio non soltanto per gli scrittori meritevoli o per i lettori che si trovano spesso a leggere testi di veline e calciatori, senza aggiungere nulla alla propria crescita culturale ma soprattutto risulta vergognoso nei confronti delle nuove generazioni che senza una guida alla lettura si troveranno sempre più schiavi dei nuovi mezzi di comunicazione, inglobati in una cultura da strapazzo. 

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