Andalusia

Sulla dolce e aspra Sierra,  in una piana quasi lunare la timida maestosità di un solo  arbusto affascina il viandante.

Tori al pascolo, calmi e rassegnati come giumente, ignari d’essere trofeo di  tradizione nefasta.

La terra brucia arida. Il sole pare non sorga ma riposi e nasca dalla stessa terra. Moschee e Chiese rievocano la storia che hanno scritto in una calda quiete andalusa.

Alcazar intarsiati d’oro. Arabeschi e palazzi di sultano in cui dal passato, scurissimi occhi di donna ti scrutano curiosi attraverso fitte grate, in una prigione fatta di sete e pietre preziose.

Soffermati e lascia cantare l’antico. Sentirai lo zampillio di  fontane e gli zoccoli di un fiero cavallo con in groppa un cavaliere, messaggero di buone o cattive novelle.

Guarda con gli occhi del tempo che è stato e sarai di fronte a un trono in cui un sultano agghindato con stoffe pregiate decide sulla vita e morte delle genti che s’inchinano a lui.

 

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