scordando d’essere

By | 27 aprile 2017

 


Venduta.  Allarghi le gambe e scordi le morti. 

Tramuti in tombe il frastuono delle bombe.

Smerciata per pochi denari da corrotti abitudinari hai scordato i principi basilari. 

Oggi maestra e feticcio di chi ti usa e ti vende.

Non sai più piangere, ma solo fingere.

Ciarliera, ruffiana, d’oltreconfini cortigiana,

lustri il tuo stivaletto ormai stinto. 

Grassa nel tuo abito discinto ti lasci leccare, frustare, colpire e bagnare su tre lati. 

Stringi patti scellerati con chi t’ infilza d’ indottrinamenti dannati.

Alla deriva in un bordello di bandiere e colori usurati,

hai perso fierezza, decoro e sostanza. 

Convertendo la tua prole al marciapiede continui a scoparti chi una bustarella ti concede senza dignità.

Scordi, nei tuoi sfondi monocordi, il tuo nome il tuo Stato, i tuoi albori.

Lasci predire dai tuoi affossatori destino di morte e t’abbandoni  alla sorte scordando d’ essere Italia.

 

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