Apatico cielo

By | 18 maggio 2017

A uno strato da Dio,

ti scateni sorpreso e annientato.

La tua incontinenza annega l’odore del marcio.

Sbraiti, sbuffi, vomiti.

L’iniquità umana ti spaventa.

La piccolezza terrena con mano gigante afferra per i capelli i suoi figli e ne ruba lo scalpo.

L’apatia affossa nella nebbia il pennello,  colorando la rassegnazione e la stanchezza di  grigio.

Avaro d’azzurro serbi il tepore per genti migliori.

Cinereo.

Rivesti d’apatia colpevole chi affossa l’azzurro.

Tu apatico cielo bizzarro pittore di un nero funereo.