onestà intellettuale o egocentrismo da social?

By | 2 agosto 2017

Mesi fa scrissi sull’onestà intellettuale ; ne risultò un buon articolo, apprezzato da molti, pubblicato anche sul blog Destrutturalismo. Cito tale blog perché la creatrice/scrittrice mi ha guidato nella stesura con consigli letterari molto significativi.  

Oggi alla luce dei nuovi fatti mi ritrovo a chiedermi cosa significhi il termine onestà intellettuale iniziando da ciò che non è sincerità intellettuale.

  • Non è onesto scrivere e osannare i potenti per trarne benefici letterari.

  • Non è onesto criticare le opere altrui dopo averle incensate.

  • Non è onesto svendere la propria arte scrivendo a nome o a beneficio altrui.

  • Non è onesto criticare ciò che non si conosce per il gusto di farlo o per un’antipatia nei confronti dell’autore.

Ora delineo le caratteristiche di un intellettuale onesto.

  • L’intellettuale vero non si vanta della propria cultura di continuo, deridendo gli altri.

  • L’intellettuale vero non fa screenshot di commenti da social per sbeffeggiare crudelmente gli autori.

  • L’intellettuale vero non demonizza e ridicoleggia ciò che non è di suo gradimento con epiteti pesanti, vignette sarcastiche o commediole scritte con lo scopo di mortificare gli altri.

  • L’intellettuale vero non vive di rabbia e di rancore per il successo altrui denigrando tutto e tutti.

  • L’intellettuale vero, non schiamazza nella corte come una gallinaccia se qualcuno la pensa diversamente da lui.

  • L’intellettuale vero non spettegola nelle chat criticando il malcapitato giornaliero.  Evita di schermare il proprio pensiero perdendosi in monologhi del tutto insensati togliendo agli altri il diritto di leggere ciò che egli ha postato.

L’errore facile da compiere da parte di  chi si professa onesto intellettualmente è confondere la sincerità con la verità. 

L’intellettuale onesto dovrebbe uscire dal pensiero soggettivo e giudicare il mondo in modo obiettivo. Spesso, dietro a chi si definisce onesto intellettualmente vi è un egocentrico che dà sfogo alla sua rabbia criticando chiunque la pensi diversamente da lui.

Sincerità e spontaneità istintiva sono due realtà completamente diverse.

L’intellettuale sincero rispetta le varie sensibilità soffermandosi a riflettere sul peso delle frasi che professa. L’intellettuale onesto non ferisce in modo dissacrante il prossimo per il gusto di farsi una risata.

Ritengo che chi si definisce onesto intellettualmente debba innanzitutto astenersi dal giudicare di continuo gli altri, ponendosi al di sopra di tutti, scadendo nel fanatismo ed entrando egli stesso in una contraddizione.

Per terminare cito  Pirandello

L’onestà che cos’è? Niente. Un’astrazione, una pura forma.
Se io devo essere onesto, bisognerà che io dia corpo a questa pura forma.

Io a ciò aggiungo inoltre che in alcuni casi l’intellettuale onesto oltre a produrre concetti astratti si fa forte di un’onestà frutto del fatto che non ha avuto occasioni per essere disonesto.