Fare poesia

 

Io parto da un principio. La poesia nasce per sè. Nessun autore autentico scriverà una strofa poetica per compiacere gli altri. Se qualcuno dovesse dire che la tua poesia è brutta: fregatene.

Ogni lettera dettata dall’animo può soltanto volare. Nessuno può denigrare ciò che scrivi. Essendo frequentemente sui social, assisto (e ahimè partecipo) a digressioni quasi perpetue sull’inutilità, sull’ovvietà  di una poesia.

Nessuno penso abbia la presunzione di scrivere come Ungaretti o Montale.

Fai tuo questo principio: scrivi ciò  che senti e se ciò che hai composto ti emoziona, hai raggiunto il risultato. Le poesie sono onde d’inchiostro che seguono gli stati d’animo.

Solitamente nei periodi positivi della propria esistenza non si ricorre alla poesia; quando si prova nostalgia, emozione, strazio si sente il bisogno d’ esprimersi. Non fraintendermi. Una poesia può descrivere la bellezza di un fiore, di un tramonto ma gli elementi materiali racchiudono sempre qualcosa di piu profondo. Fare poesia è una terapia che innalza l’animo catturando  il dialogo tra l’autore e la sua sensibilità.

Ovviamente se speri di pubblicare una silloge poetica e venderla allora cambiano i parametri. I libri di poesie non hanno mercato perchè sono troppo intimi. Possono ottenere un riscontro positivo se la pubblicazione nasce in seguito a un libro di successo poichè il pubblico è incuriosito dallo scrittore, quindi ne acquista il libro.

Qualche anno fa mi è stato chiesto di pubblicare questa raccolta . Sono rimasta scettica qualche tempo prima di accettare. Sapevo che avrei venduto poche copie e così è stato.  Nonostante ciò ti assicuro che quando ho visto il mio libro nella libreria di Roma Termini ho provato un tuffo al cuore. Mi auguro che anche tu  possa sperimentarlo.

Ora trascrivo un pensiero che fa parte della raccolta. Gli anni sono passati e io penso di avere un’espressività diversa da allora ma voglio che tu lo legga così, com’è nato.

REGINA (dedicata a Torino)

Ti specchi splendida nel tuo fiume di emozioni.

Altera e fiera per ciò che sei stata e che oggi sei.

Antica madre al sorgere di questo paese.

T’innalzi stregando cime incantate che t’ammirano mai stanche.

Cambia la gente; deponi la tua corona senza rimpianti.

Non ti occorrono principi, cavalieri, re

per renderti grande!

Non brami cantastorie, serenate e ritornelli.

Sei tu l’essenza madre.

Con occhi incantati ti si osserva,

mai ovvia.

Generosa con le genti che da sempre accogli.

Se oggi non sei più il cuore;  resti il vertice, la testa, l’intenzione.

Seguo il lungo percorrere delle tue acque, sporgendomi cautamente dai tuoi antichi ponti.

Osservo la tua immagine riflessa e scorgo una  dama.

Non sei l’algida signora del nord

ma una splendida città che sorride timida agli occhi di chi innamorato vuole conquistarti.

 

Capisci cosa intendo?

Non è poesia nel senso stretto, eppure se è stata pubblicata è perchè a qualcuno è piaciuta. Oggi la scriverei in modo diverso ma in quel momento è nata così. Il tono è antico, quasi obsoleto,  questo perchè quando è stata pubblicata ricorrevano i 150 anni dell’Unità d’Italia e il clima era quasi di rinascita (peccato sia stata solo una sensazione).

Detto ciò, è appurato che occorre conoscere le regole per poterle infrangere, quindi nel  prossimo articolo parlerò di metrica e poesia vera. Un discorso semplice che potrà indirizzarti sul ritmo e la cadenza. In questo modo potrai scrivere versi liberi ma con la giusta struttura.

 

 

 

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2 thoughts on “Fare poesia

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