ottant’anni

Suono metallico nell’ aggiornamento di un database obsoleto.

La memoria lenta, a ritroso ripercorre le note di una vita dietro te; offuscata, spettrale fantasma di cui a mala pena si distingue la sagoma.

Nella tuta sporca di un minatore risali lenta. Nascoste nel nero del carbone volti di cui ormai hai scordato le fattezze e i movimenti, sfumati in una vecchia pellicola.

Un mondo in bianco e nero ma un attimo fa colorato. La naftalina si confonde con il profumo di viola che riempiva gli armadi e i cassetti.

Risate di ragazza che non ritrovi specchiandoti. Accarezzandoti i lineamenti non riconosci il tuo viso ma hai solchi, scavati dall’erosione lenta dello scorrere della tua vita.

Senti l’eco di una te danzante in abito di pizzo. Regina di quel mondo che non c’è più, nella melodia di Valzer veloci e madri composte e sonnecchianti.

Nel cassetto vecchi toupè ingrigiti, pizzi bianchi ormai spenti. Lentamente chiudi gli occhi dondolandoti furtiva sull’ altalena del tempo.

Nenie cantate per addormentare il tuo bambino con dita leggere da mamma. Lo accarezzi. Di fronte a te un uomo che non riconosci nel batuffolo biondo che era.

Vecchia. Stanca vita arrotolata nella nebbia. Improvvisa come il vento che con alito caldo ha ingrigito la tua chioma, rallentato il tuo passo e incurvato la schiena.

Il tuo sguardo velato è pieno d’acqua. Ti tuffi nel nostalgico ieri. Il tempo andato galleggia nei tuoi occhi.

C’è sorgente nuova, che diventerà un fiume in piena. Nelle sue acque ci sarà un pò di te.

La vedi bionda e sorridente e mentre lo specchio restituisce la tua immagine grigia.

Sorridi.Il tuo cuore continuerà a battere anche dopo di te.

 
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