Piccoli segreti da editor

DISCORSO DIRETTO IN POCHE MOSSE

Non starò qua a tenere un corso lunghissimo sui segni d’interpunzione perchè so benissimo che le regole è possibile trovarle in qualsiasi sito di grammatica. Onestamente non credo nemmeno sia il caso d’impazzire per creare un romanzo formalmente perfetto poichè sarà l’editor della casa editrice a stabilire le regole di forma.  Ti  insegnerò soltanto alcuni piccoli segreti facili da ricordare che faranno la differenza tra te e uno scrittore improvvisato. (Quindi sarai un passo avanti su chi incasina i discorsi diretti).  Non usare i caporali che trovi sulla tastiera cioè questi: << >> . Sono bruttissimi.  Usa invece i caporali che trovi su caratteri speciali all’interno di word o di qualunque programma di scrittura, cioè questi «».

 

 

Ora due brevi regolette che memorizzerai in pochi attimi. Se non le ricordassi non è grave. Prima di inviare il tuo romanzo a una casa editrice potrai correggere gli errori. In ogni caso prima della pubblicazione la casa editrice farà un opera di editing e correggerà gli eventuali errori, quindi non impazzirci sopra.  I discorsi diretti inseriscili tra i caporali. Esempio

  • «Noemi la tua mamma ti chiama!»

 Se devi scrivere un periodo composto dal solo discorso diretto, la punteggiatura va all’interno del dialogo. Esempio:

  • «Vado a scuola.» «Vai a scuola domani?» «Vai a comprare il latte!» «Andrei a letto…»

FAI ATTENZIONE ORA LE REGOLE CAMBIANO  
Se il dialogo
 è introdotto da una frase, la punteggiatura  va inserita dopo i caporali.         

  • Noemi mi disse: «Vado a scuola».

Il punto in questo caso va fuori dai caporali.

Quando metti un punto esclamativo, interrogativo o dei puntini di sospensione all’interno del dialogo non aggiungere mai il punto esterno. Esempio .

  • Noemi mi disse: «Vado a scuola…»  Gli dissi: «Noemi vai a scuola!»

Se il dialogo è inserito in un periodo più complesso  usa la virgola. Esempio.

  • Noemi mi disse: «Questa mattina vado a scuola», e si mise lo zaino sulle spalle.                                                                                            

In questo caso, poichè all’interno delle caporali non c’è  punteggiatura bisogna inserire una virgola prima della fine del periodo.

Come fare quando il dialogo è spezzato da un inciso?

In questo caso se il punto riguarda il dialogo vero e proprio,  va messo all’interno delle caporali. Le virgole dell’inciso, poiché riguardano l’inciso stesso, restano fuori.                                                                                   Esempio. 

  • «Andrei», disse, «in spiaggia.»                                                           

Se la virgola riguarda il dialogo vero e proprio va messa dentro alle caporali: 

  • «Andrei,» disse, «in spiaggia.»                                                              

Questo vale per gli altri segni di interpunzione.

  • «Vado al mare?» disse. «Vieni con con me.» «Vado al mare!» disse. «Se vuoi vieni con me.» «Vado al mare…» disse. «Vieni con me…» 

 In questi tre casi l’unica cosa che devi cambiare è la punteggiatura dell’inciso. Al posto della virgola va messo il punto.

FACILE?

NO?

SI CHE LO É!  PER QUALSIASI DUBBIO CONTATTAMI E CERCHERO’ DI AIUTARTI. 

É ACCENTATA MAIUSCOLA

Un piccolo favore personale. Non presentare mai a un editore un testo con la E’ (maiuscola con l’apostrofo). NON FARLO! É UN OBBROBRIO!

Quando devi iniziare una frase con una e accentata dopo un punto cerca nei caratteri speciali la É, oppure, se ti è più comodo, puoi a dopo il punto non lasciare lo spazio e inserire la e minuscola accentata é e il programma automaticamente inserirà la É. (Questo però non vale per tutti i software quindi è sempre meglio ricorrere ai caratteri speciali per non rischiare segnacci). 

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