Via con la nebbia


La nebbia si dissolve all’orizzonte.

L’azzurro si apre sprezzante regalando uno squarcio ad oriente. 

Ascolto il silenzio.

Attendo che torni a sanguinare la vecchia ferita pulsante di dolore ancestrale; nel ricordo di ieri un senso di vuoto mi assale.

Non esistiamo al plurale. Barcollo, nell’artificiale speranza che tu sia in ascolto.

Non siamo più un noi.

La tua spalla assente non manca.

La nebbia umida e pesante si tramuta in empatica certezza.

Ritrovo me stessa nell’azzurro, invocando il dio dell’addio, che la tua assenza sia definitiva e non soltanto un sussurro.

 

 

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